Margherita Riccio

La Cicogna Distratta

PSICOLOGIA SOCIALE E CLINICA FAMILIARE

«La verità è che nella fecondazione ognuno di noi era solo».
Lo dice Emma in un incontro di terapia, per descrivere il senso di solitudine provato, insieme al marito, durante il percorso di procreazione medicalmente assistita.
L’originalità di questo volume sta proprio nell’osservare il tema dell’infertilità dalla prospettiva relazionale e intergenerazionale, con l’intento di aprire una riflessione su un tema molto complesso, nel quale i fattori psicologici implicati, e soprattutto quelli legati alla dimensione di coppia e familiare, appaiono ancora poco studiati rispetto all’importanza che hanno nel processo di fecondazione assistita.
Il testo si propone di offrire strumenti, maturati nel corso dell’esperienza clinica, utili per i professionisti che a vario titolo lavorano con le coppie che hanno problemi di infertilità (ginecologi, sessuologi, medici di famiglia, psicologi, psicoterapeuti, counsellor); vuole anche essere uno strumento formativo per gli allievi dei corsi di specializzazione in Terapia familiare, che vogliano lavorare in quest’ambito, e un aiuto per le coppie in difficoltà.


Tutte le piume della "Cicogna distratta"

Il lavoro clinico svolto nella "Cicogna distratta" segue il paradigma sistemico-relazionale e l'impronta propria dell'Istituto di Terapia Familiare di Firenze, che integra l'anima sistemico-strategica del gruppo Bateson e della scuola di Palo Alto, con quella strutturale di Minuchin e quella psicodinamica di Ackerman, Bowen, Framo.
L'impostazione teorico-pratica considera importante non solo le disfunzioni della comunicazione ma il mondo relazionale del paziente e/o della coppia o della famiglia. La relazione terapeutica è il fattore principale del cambiamento e il terapeuta deve essere preparato ad usare se stesso per entrare in rapporto significativo con le persone.
Lo staff della "Cicogna distratta" si avvale di due professionalità: lo psicoterapeuta familiare e il sessuologo clinico. La possibilità di guardare la coppia oltre che dal punto di vista psicologico, anche da quello specificatamente sessuale, permette di osservare in modo più complesso e approfondito il bisogno della coppia e di intervenire laddove ve ne sia la necessità per favorire la dimensione dell'intimità.
Dopo qualche incontro di valuatazione, viene ipotizzato e condiviso con il paziente e/o con la coppia, un progetto terapeutico di presa in carico.
La terapia individuale si caratterizza per la flessibilità del setting: durante le prime sedute diagnostiche, di frequente, viene chiamato in terapia, per uno o due incontri, il partner in qualità di consulente.
La flessibilità è importante per le caratteristiche specifiche del lavoro sull'infertilità: appaiono spesso evidenti ad esempio bisogni individuali, della donna di uno spazio dove elaborare aspetti prettamente personali che riguardano l'identità femminile o dell'uomo, anche se con minore frequenza, per ciò che concerne il maschile e la virilità, ma sono importatnti anche della coppia di condividere con il partner i significati connessi alla genitorialità e agli aspetti traumatici dell'infertilità e di affrontare insieme il percorso di fecondazione assistita o di elaborazione del lutto.